Il caso Grecia è sempre più al centro dell’attenzione, e non senza motivo.

Il Paese, che dal 1981 fa parte dell’UE e dal 2001 è nell’Eurozona, ha una situazione nei conti pubblici indubbiamente grave: per dare un’idea con un paio di cifre, il debito governativo della Grecia – che circa pari a 5 volte quello che causò il default dell’Argentina nel dicembre del 2001 – è stimato corrispondere al 113,4% del PIL 2009, con un deficit del 12,7%, a fronte di un limite del 3% previsto dai parametri di Maastricht.

 

greece_deficit

 

Credo sia del tutto normale e corretto che le autorità europee dichiarino di non voler intervenire a supporto dello Stato ellenico, altrimenti scoraggerebbero le iniziative virtuose interne al Paese stesso ed oltre tutto darebbero l’impressione di essere sempre pronte a tappare ogni falla.

Allo stesso tempo, capisco anche l’approccio rigido degli analisti e delle agenzie di rating circa il piano di rientro proposto dal Ministro delle Finanze George Papaconstantinou per ridurre il deficit al 9%  circa già quest’anno e sotto il 3% entro il 2013. Il piano, infatti, si fonda su previsioni di crescita economica considerate molto ottimistiche, con il PIL che, ad es., dopo essersi contratto dell’1,9% nel 2009, dovrebbe registrare una crescita dell’1,5%, senza poter contare, ovviamente, su alcun stimolo di ordine fiscale.

Ciò detto, aggiungerei che non ritengo molto probabile un vero e proprio default della Grecia, anche perché, se fosse davvero “consentito” (ed uso questo termine non a caso…), avrebbe impatti a dir poco devastanti: non soltanto per la tenuta dell’Euro e per la coesione dell’unione monetaria, ma soprattutto per le conseguenze sull’intero sistema finanziario internazionale. In proposito basti pensare che oltre il 73% del debito greco è detenuto da banche estere e che il funding BCE equivale all’8,8% dei total asset bancari greci.

 

greece

Se questa view relativamente ottimistica è – almeno sottovoce – condivisa da molti, non può essere comunque trascurato il fatto che i dati di mercato, che poi sono gli unici che concretamente contano, dicono di un rischio di credito della Grecia su livelli massimi (anche se non ancora da default conclamato), come visibile dal grafico sopra.

Qualcuno sta sbagliando, quindi, e non credo che attenderemo molto tempo prima di sapere chi.

Stay tuned   ;)

VN:F [1.5.7_846]
Rating: 9.5/10 (4 votes cast)

Related posts:

  1. A difesa della Grecia L’ho già scritto e lo ripeto: “non ritengo molto...
  2. Sostenibilità del debito Le prime settimane dell’anno sono state segnate dal riaccendersi...

Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.

Tags: , , , , , , , ,

5 Responses to “Riflessioni sul caso Grecia”

  1. AC scrive:

    Un paio di news interessanti:

    - gli acquisti di CDS su debito sovrano (e soprattutto su Portogallo, Spagna e Grecia) stanno aumentando sensibilmente, ad un ritmo 5 volte superiore rispetto a quelli relativi agli emittenti corporate
    http://www.bloomberg.com/apps/.....MzklasMuzE

    - il governo di Atene avrebbe chiesto a quello di Benijing di acquistare Eur 25bn di bond greci, in un’operazione promossa da Goldman Sachs; ciò sottolinea la crescente importanza finanziaria della Cina (che comunque non sarebbe non interessata al deal), ma anche le difficoltà della Grecia di cui si è detto nel post
    http://www.ft.com/cms/s/0/65ac.....abdc0.html

    VN:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  2. Luca Annunci scrive:

    Io ho la ferma convinzione che anche l’Italia si troverà nelle stesse condizioni. Non abbiamo la base tecnica, economica e culturale per uscire dalla crisi.

    VA:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  3. AC scrive:

    il rischio sul debito italiano sussiste da decenni (ricordo, in particolare, i primi anni ‘90, quando la parola “consolidamento” era sulla bocca di tutti), per il momento ce la siamo sempre cavata…
    ;)

    VN:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  4. Rest all day long scrive:

    Ho una domanda: qual’è attualmente il rating associati alle emissioni obbligazionarie in area Euro e Usa?
    C’è un modo per conoscere anche il rating dei paesi del BRIC e del Giappone?
    Grazie e compimenti per l’alta qualità del tuo lavoro.

    VA:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  5. AC scrive:

    Le emissioni del Tesoro USA hanno rating massimo (AAA), mentre nell’Area Euro la situazione è più articolata, ogni Paese ha un rating suo (es. Germania e Francia hanno la tripla A, l’Italia è doppia A per Moody’s e Fitch, A+ per S&P).

    Le principali agenzie di rating non pubblicano gratuitamente le proprie informazioni, dunque sul web non sono disponibili elenchi con i rating dei vari Paesi. Si possono trovano però dati di altri analisti, che magari esprimono valutazioni differenti (e, chissà, forse anche più attendibili), come su questo sito:
    http://www.eiu.com/site_info.a.....s&rf=0

    VN:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>