Oro: il metallo giallo, che si è apprezzato di oltre il 50% nel corso dell’ultimo anno, viaggia oggi su livelli record (oltre 1200 Dollari l’oncia) e molti si chiedono se queste quotazioni siano davvero giustificabili e sostenibili a lungo.

Si leggono un po’ ovunque delle spiegazioni sul rally dell’oro, che vanno dalla ricerca di una copertura dal rischio inflazionistico (vero, ma di inflazione se ne vede in giro?), alla correlazione inversa con il biglietto verde (che più si indebolisce, più porta alla ricerca di beni-rifugio alternativi), a quella che, a mio avviso, pare una delle motivazioni più convincenti, ovverosia la pressione agli acquisti favorita dall’abbondanza di liquidità nel sistema in cerca di migliore allocazione e rendimento.

 

Se quest’ultima fosse davvero il driver principale (anche se sicuramente non l’unico) della formidabile crescita delle quotazioni aurifere, si potrebbe parlare di un concreto rischio-bolla?

Non lo escluderei del tutto, ed il grafico che vi presento qui sotto, tratto dal sito del WSJ, mostra – attraverso un efficace accostamento multi-color – un interessante parallelismo fra le due maggiori bolle speculative degli ultimi anni (quella del Nasdaq del 1999-2000 e quella degli immobili residenziali USA del 2006-07) e la corsa all’oro dell’ultimo triennio.

froth-factor

 

Non ho la sfera di cristallo, ma già altre volte in passato mi sono imbattuto in trend di fortissima crescita preoccupanti come quello dell’oro di questi ultimi mesi (qualche lettore ricorderà, ad es., quanto scrissi in tema di petrolio a metà 2008 o sulla borsa di  Shangai nel 2007).

Ovviamente la storia non si ripete mai in maniera del tutto uguale, dunque può anche darsi che, come molti prevedono, l’oro abbia ancora molta strada da percorrere prima di entrare in una fase correttiva importante: personalmente, però, non mi sentirei molto tranquillo a camminare sul cocuzzolo di una montagna così alta!

 

10 Year Gold (www.kitco.com)

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12 Responses to “Oro in bolla?”

  1. gipa69 scrive:

    Mentre condivido i timori di una correzione sull’oro di circa 200 dollari dai livelli attuali sull’effetto bolla sono molto meno daccordo per diversi motivi che vado ad illustare:

    1)Il grafico del WSJ parte da una data un po capziosa in quanto il bull market secolare degli indici USa in generale e del nasdaq in particolare a minimi assoluti in altro periodo cosi come i minimi dei valori immobiliari

    2)Inoltre il confronto tra asset immobiliari ed asset mobiliari è fuorviante per le diverse caratteristiche di liquidità in cui la finanziarizzazione delle commodities ha di fatto reso il mondo materie prime molto simile ad un investimento azionario senza cedola.

    3)Nel momento in cui il sistema monetario in cui siamo immersi da circa 40 anni viene messo in discussione e l’oro riacquisisce il suo aspetto non solo da investimento ma anche di sostituto della moneta le tensioni valutarie regalano un premio all’oro che potrà essere ridotto solo da una riconsiderazione del regime monetario complessivo

    4)Se l’oro è anche moneta allora la crescita delle masse monetarie mondiali più rapida della crescita della produzione dell’oro fa si che l’oro debba essere rivalutato per riacquisire il suo valore intrinseco.

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  2. andrea scrive:

    aggiungerei due cause:
    1) pare che le riserve aurifere del sud africa (uno dei maggiori produttori di oro) siano agli sgoccioli.
    2) il consumo industriale dell’oro è superiore alla produzione da anni, fattore sempre oscurato dal ricorso alle riserve, proprio per non dare la corretta “sensazione” della svalutazione delle monete cartacee.

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  3. AC scrive:

    @gipa

    1) credo che il WSJ abbia ribasato i vari mercati ad minimo relativo (e non assoluto), probabilmente realizzato nel 1996 (se non prima), il che non altera, a mio parere, il messaggio grafico che si voleva dare;
    2) non credo che il confronto sia fuorviante, anche se è verissimo che gli immobili sono meno “liquidi” (ciò non toglie validità all’analisi dei trend di crescita o di inversione dei prezzi rispetto a equity e commodities);
    3…4) una nuova Bretton Woods? può darsi, anche se, nel mondo moderno, un ritorno dell’oro alle funzioni monetarie originarie sembra poco realistico, soprattutto se ipotizzato in qualità di sostituto (completo?) delle monete cartacee in circolazione.

    @andrea
    1 e 2) nulla da aggiungere da parte mia.

    Resta, in ogni caso, del tutto inalterata la mia sensazione circa un rischio di correzione delle quotazioni aurifere dopo tanta corsa.

    Ad entrambi grazie per gli interessanti contributi, a presto.
    ;)

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  4. CLAUDIO10 scrive:

    sono molto più terra terra e sostengo
    vendi, guadagna e pentiti
    il mercato finanziario è un commercio come tutti gli altri e quando un mercato sale molto ed in breve tempo (strappa) si deve realizzare il giusto e lasciare ad altri successive eventuali soddisfazioni.
    acqistare al minimo e vendere al massimo è solo questione di c…
    ma lavorare con un po’ di sale in zucca è la medicina.
    RICORDIAMOCI CHE SUL MERCATO C’E’ SEMPRE QUALCOSA DA ACQUISTARE

    salutoni

    claudio

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  5. Massimiliano scrive:

    Sono perfettamente d’accordo.
    Siamo in presenza di una pericolosa bolla nella quale molti resteranno scottati. La domanda di oro è finanziaria e speculativa, al di fuori dei fondamentali. Ciò non significa che non possa salire ancora, ma a questi prezzi non esiste margine di sicurezza e quindi si tratta di una speculazione e non di un investimento.

    ciao
    max

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  6. AC scrive:

    pur se in termini diversi, mi sembra che sia Claudio che Massimiliano concordino sul fatto che questi livelli di prezzo dell’oro siano piuttosto rischiosi: forse la salita non è ancora finita (qualche giustificazione al rialzo si trova sempre…), ma la sensazione è che, a questo punto, il gioco non vale più la candela!

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  7. andrea scrive:

    beh, la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno, ma visto che sono riusciti a far fallire la Kazakhgold ( estrazione e produzione di oro) per aver cercato di star dietro alla richiesta (futures non onorati per produzione troppo debole rispetto agli impegni), direi che il mercato dell’oro, oltre alla necessità di recuperare tutto quanto è stato fatto per tenerlo basso, per mistificare la svalutazione delle monete, si trova pure nella condizione di una caduta dell’offerta.
    penso che quando lo vedremo a 1500 $/oncia, potremo cominciare a pensare a una sovravalutazione.

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  8. AC scrive:

    andrea,
    può darsi che il tuo livello di rischio (1500 U$/oncia) sia diverso e più alto del mio, vedremo…

    Intanto, riporto, a beneficio di tutti, un interessante commento sull’oro tratto dall’ultima newsletter di Alessandro Fugnoli:

    Di fronte a dati negativi si è sviluppato un modello di comportamento raro a vedersi. Dopo qualche ora il mercato effettivamente prende atto del dato, sia pure nel modo più limitato possibile. Nell’immediato, però, riesce talvolta addirittura a salire. Questo accade perché chi è fuori dal mercato spera di entrarci, spera quindi in un dato negativo che lo faccia scendere e, non appena questo succede, ma a quel punto anche se non succede, si precipita a comprare.
    Il mercato impara quindi a poco a poco da sé stesso a non scendere mai.

    L’oro è, più di ogni altra cosa, in questa situazione. E’ l’asset di quelli che più severamente denunciano le bolle in casa d’altri ed è paradossalmente l’unico asset in bolla.
    Si dice che serve a proteggersi dalla caduta del dollaro. Dall’inizio di ottobre il dollaro ha perso il 3 per cento contro euro, ma l’oro si è apprezzato del 20. Sempre più cara, come protezione.
    Si dice anche che l’oro è quello che è, è una quantità data e limitata e non può essere estratto se non con grande fatica, mentre la moneta cartacea può essere creata a volontà e decuplicata in una notte con l’aggiunta di uno zero sulle banconote. Se è così, anche le uova di Fabergé sono solo 57, così come sono limitati di numero i dipinti di Raffaello e i 70mila Gronchi Rosa. Sono forse saliti tutti quanti del 20 per cento da ottobre?

    Ancora sull’oro, che ora vola libero e sganciato dal petrolio, dal dollaro e da qualsiasi altra cosa. Per chi crede veramente nell’oro, come nel caso della rosa scespiriana, un’oncia è un’oncia. Chi aveva un’oncia il due ottobre e ce l’ha ancora oggi dovrebbe sentirsi ricco uguale ed essere sprezzantemente indifferente, se è un true believer, al fatto che valeva allora mille dollari e oggi 1215. L’oro è l’equivalente dell’Essere parmenideo, splendente nella sua perfezione ed eternamente uguale a sé stesso, in contrapposizione al divenire del mondo, che nasce, muore e si corrompe.
    Quasi tutti i cultori dell’oro sono invece euforici, in questo periodo. Se lo sono, però, è segno che è il dollaro misura di tutte le cose, non l’oro. Hanno lo stesso oro e più dollari. Se sono contenti vuol dire che ragionano ancora in dollari, i disprezzatissimi dollari. Finché è così, l’alba della nuova Età dell’Oro è ancora lontana.

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  9. andrea mensa scrive:

    caro AC.
    ho in corso una contestazionesul significato dell’aggregato M0.
    già una volta mi rispondesti che esso rappresentava il “circolante” e quindi le banconote in circolazione sul mercato.
    questo escludeva quello versato in banca, ad es. su un conto corrente, perchè altrimenti, la sola operazione di un versamento avrebbe modificato M1, in quanto lo stesso denaro sarebbe stato , dal momento della registrazione sul C.C., conteggiato 2 volte una come denaro e una come C.C.
    ogni posto dove ho cercato, m0 viene sempre definito come circolante, ma senza specificare se include o no il denaro all’interno delle banche.
    dove posso trovare la definizione ufficiale e completa di M0 ?
    se non vuoi rispondere qui, perchè fuori tema, ho accluso il mio indirizzo di posta.

    sentiti ringraziamenti.

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  10. AC scrive:

    Andrea,
    ricordo anch’io la tua domanda sul tema e la mia risposta, che ti confermo, le tue successive obiezioni e le mie controrisposte.
    Qui tutti i dettagli, da rileggersi perché interessantissimi:
    http://ac-finanza.investireogg.....ment-12665

    Quanto alla definizione “ufficiale” di M0, visto che non ti accontenti di quella di wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Aggregati_monetari ed ancora più completa è la spiegazione nella versione inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Money_supply )
    sono andato a scartabellare sulla documentazione delle banche centrali.

    Dalla mia (rapida) ricerca, mi pare che sia la BCE che la Fed trascurano di definire esplicitamente tutti gli aggregati monetari, limitandosi a quelli che ritengono di maggiore utilità, tipicamente M1, M2 e M3 (quest’ultimo non più per la Fed):
    http://www.ecb.europa.eu/mopo/.....ex.en.html
    http://www.ecb.int/stats/money.....st.en.html
    http://www.federalreserve.gov/pf/pdf/pf_2.pdf
    http://www.newyorkfed.org/abou.....fed49.html

    Fortunatamente ci sono gli inglesi, quelli della City londinese, che spesso si rivelano i più precisi, tant’è che ho trovato addirittura alcuni papers della Bank of England dedicati proprio ad M0 (il primo, in particolare, di fine 2005, quando fu annunciata la fine della pubblicazione del dato):
    http://www.bankofengland.co.uk.....050304.pdf
    http://www.bankofengland.co.uk.....940101.pdf

    Ti lascio alle tue “contestazioni” e, se hai bisogno, sono a disposizione.
    Ciao.

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  11. andrea mensa scrive:

    grazie infinite e scusami il disturbo, ma con i cretini , a volte , non esistono mezze misure, e bisogna proprio mettergli il naso dentro.
    grazie ancora.

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  12. AC scrive:

    nessun disturbo, alla prossima.
    ;)

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