Dopo aver messo in circolazione ben 1,9 trilioni di Dollari di titoli a breve termine per finanziare gli sforzi del Presidente Barack Obama per fronteggiare la peggiore recessione dal 1930, il Segretario del Tesoro USA Timothy Geithner è ora intenzionato ad allungare la scadenza media del debito pubblico statunitense, portandola a 72 mesi (6 anni), rispetto all’attuale livello di 49 mesi, minimo degli ultimi 26 anni.
Le emissioni di TBill e TBond attualmente in circolazione ammontano a circa 7 trilioni di Dollari, di cui un 23% (1,63 trilioni) aventi scadenza entro il 2010.
Per allungare la scadenza media del debito come pianificato, il Tesoro USA per il prossimo anno potrebbe raddoppiare le emissioni di TBond trentennali, fino a U$ 250 miliardi, ed aumentare di circa un terzo le emissioni di TBond decennali, fino a U$ 350 miliardi, per un ammontare complessivo di U$ 600 miliardi. Queste due maturity, che oggi rappresentano il 18% circa degli ammontari in asta, il prossimo anno avrebbero un’incidenza del 32%, in modo che potrà raggiungersi una scadenza media del debito pubblico di almeno 6 anni.
Perché Geithner ha elaborato questo piano di emissioni di Treasuries e soprattutto, che conseguenze potrà avere sui mercati?
Alla prima questione credo si possa facilmente rispondere osservando che, così facendo, il Tesoro approfitterà del livello storicamente basso dei tassi d’interesse, “fissandolo” per un periodo di tempo prolungato. Tanto per dare un’idea, basti pensare che il rendimento del decennale è oggi in area 3,5%, ovvero meno della metà della sua media storica di lungo periodo (7,31% negli ultimi 40 anni).
Evidentemente Geithner stima che tassi così bassi non siano compatibili a lungo con un indebitamento pubblico così elevato, aumentato del 34% solo nell’ultimo anno (da 5,2 a 7 trilioni di U$), per cui, in previsione di futuri rialzi dei rendimenti, non considera sbagliata l’idea di allungare la durata media del debito, contenendone il relativo costo.
Tuttavia, le nuove emissioni di Treasuries a lunga/lunghissima scadenza, per risultare appetibili, dovranno offrire rendimenti sempre più interessanti, probabilmente più alti rispetto a quelli correnti, il che vuol dire che, prevedibilmente, anche il 2010, come già avvenuto nell’anno corrente, registrerà un ulteriore rialzo della parte lunga della curva dei tassi. Quindi, ancora steepening di curva (visto che non pare probabile un rialzo dei tassi a breve/brevissimo termine, almeno non nei primi mesi dell’anno venturo) e, per chi detiene posizioni in TBond, nuove perdite nei relativi corsi.
Oltre ai suindicati effetti sui mercati, vale la pena sottolineare che tassi a lunga più elevati potrebbero avere anche altre conseguenze economiche indesiderate, come ad es. impatti negativi sul credito al consumo o sul credito immobiliare, e quindi, in ultima analisi, sul fronte della domanda aggregata, in un momento in cui sarebbe più che mai necessario sostenerla.
In definitiva, la manovra prospettata dal Segretario del Tesoro USA, per quanto valida sotto certi profili, non è esente dai rischi legati all’incremento dei tassi d’interesse che prevedibilmente comporterà.
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e qui stiamo arrivando al dunque.
mentre è comprensibilissimo il desiderio di Geithner di allungare le durate dei bond, emessi in questo periodo di tassi praticamente nulli, suscita qualche perplessità in più il CHI potrebbe comprarli, proprio a causa di un saggio così basso e con la prospettiva che , prima o poi (più prima che poi) l’inflazione di denaro, si riversi sui mercati con conseguente svalutazione della moneta.
un tasso del 3,5% non è nemmeno ipotizzabile che possa remunerare qualcosa se non nel prossimo , o al massimo nel 2012, un qualsiasi investimento.
pertanto mi domando veramente chi può trovare attraente un bond, denominato in dollari, a 10 o 30 anni con tassi simili (vista anche la quantità di denaro messa n circolazione quest’anno dalla FED.
Andrea,
la tua domanda su “CHI potrebbe comprarli” questi beneamati TBond a 10 o 30 anni dai rendimenti esigui è indubbiamente pertinentissima, ma purtroppo non saprei proprio darti una risposta certa e/o convincente.
Vedrai che, comunque, qualche acquirente si troverà: fondi comuni, fondi pensione, assicurazioni, ecc.
D’altronde, in Italia c’è anche chi compra BOT che rendono (al netto di tutto) un bello zero,virgola ……