Le menti di Wall Street non smettono mai di ricercare nuovi modi per fare soldi.

A quanto pare, stavolta sono tornati ad un “vecchio amore”, ovvero ai mutui residenziali contratti dalle famiglie USA, cercando di sfruttare la crisi che si protrae da oltre due anni, alla ricerca di un profitto facile ed a basso rischio, o meglio lasciando ai contribuenti USA la maggior parte del rischio.

 

Come funziona il giocone?

Il processo inizia con un hedge fund o di un fondo di private equity che acquista da una banca in difficoltà un blocco di mutui critici, subprimes e non, a prezzi fortemente scontati (ad es. al 40% del nominale).fha_190

Successivamente – in quella che sembra una proposta di tutto favore – ai proprietari è offerta una riduzione del debito residuo dei loro mutui (poniamo del 20/25%) in cambio di un rifinanziamento in nuovi mutui garantiti da enti sponsorizzati dal Governo, come la Federal Housing Administration.

A questo punto, i nuovi mutui possono essere ancora rivenduti, a prezzi più elevati (non sono più, infatti, mutui “a rischio” grazie alla prima garanzia), ad un’altra entità garantita dal Governo, come ad esempio Ginnie Mae, che poi, a sua volta, li può rimpacchettare in altri titoli negoziabili, da piazzare facilmente ad altri investitori.

 

Da un lato, quindi, i proprietari di case beneficiano di una cospicua diminuzione del debito residuo, ed è questo formidabile incentivo il (solo, vero) lato positivo della vicenda.

Dall’altro, però, questi fondi – non a caso definiti “vulture funds” (=fondi avvoltoio) – realizzano ingenti profitti, scaricando i rischi finali (perché i rischi ancora sussistono, visto che la recessione occupazionale è tutt’altro che conclusa) sulle agenzie governative e quindi, in ultima analisi, sui contribuenti statunitensi.

 

L’interesse in questo genere di operazioni è sicuramente elevato, come dimostrano i miliardi di Dollari che stanno muovendosi con l’ausilio di intermediari che agiscono con la massima discrezione tra proprietari di case e funzionari delle agenzie governative, spesso inconsapevoli protagonisti del meccanismo.

Se, come detto, c’è qualcosa di buono nel fatto che venga alleviato l’indebitamento di molti  proprietari di case, non può che lasciare quanto meno con l’amaro in bocca il fatto che questi fondi riescano a realizzare enormi profitti di breve sfruttando la crisi ed in più, senza sobbarcarsi particolari rischi. E per ora, l’opinione pubblica statunitense e lo stesso Congresso non sembrano preoccuparsene più di tanto.

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5 Responses to “Mutui USA, il business continua”

  1. [...] A questo punto, i nuovi mutui possono essere ancora rivenduti, a prezzi più elevati (non sono più, infatti, mutui “a rischio” grazie alla prima garanzia), ad un’altra entità garantita dal Governo, come ad esempio Ginnie Mae, che poi, a sua volta, li può rimpacchettare in altri titoli negoziabili, da piazzare facilmente ad altri investitori http://ac-finanza.investireogg.....a-795.html [...]

  2. AC scrive:

    Giusto sul tema, questa notizia riportata dal WSJ relativa al fatto che negli USA la proporzione di proprietari gravati da un mutuo di ammontare superiore al valore dell’abitazione ipotecata è stimata pari al 23%: è il c.d. negative equity (o anche underwater mortgage), che riguarderebbe 10,7 milioni di proprietari (stime: First American Home CoreLogic).
    http://online.wsj.com/article/.....61849.html

    Il business dei vulture funds descritto nel post, dunque, potrebbe avere un bacino potenziale davvero enorme!

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  3. andrea scrive:

    il problema sta solo nel capire che dotazione di fondi ha la Federal Housing Administration.
    e soprattutto se il governo pensa di rifinanziarla.
    infatti la Federal Housing Administration dovrà sborsare contanti per un ammontare di circa il 60/70% del mutuo originale, con sottostante una abitazione che non si sa bene se li vale, ma soprattutto non si sa bene se il mutuatario è in grado, con simile sconto, di ripagarlo.
    non sarebbe convenuto alla Federal Housing Administration il comprare direttamente i mutui dalle banche ?
    possibile che siano così tonti ?
    o peggio……

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  4. AC scrive:

    Andrea,
    hai perfettamente ragione, la FHA avrebbe avuto molto più interesse ad acquistare i mutui direttamente dalle banche in difficoltà; anzi, potrei aggiungere che, visto che oggi il business pensato dai fondi avvoltoio è ben conosciuto, potrebbe ancora iniziare a farlo.
    Per il momento, però, non interviene, lasciando ad altri l’iniziativa ed i relativi profitti (che, di fatto, contribuisce a creare!).

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  5. andrea scrive:

    di mala edilizia non soffre solo l’america…. vedi dubai.
    ma interessante è notare come grandi truffe vengano alla luce.
    non si è ancora seccato l’inchiostro sui lingotti d’oro (finto perchè pieni di tungsteno) taroccati, che sorge il dubbio che molti venditori d’oro, con la scusa di custodirlo al sicuro, lo abbiano invece venduto più volte, gli stessi lingotti, intendo.
    e la fed che rifiuta la verifica sulle sue 8000 e rotte tonnellate d’oro…. saranno mica taroccate pure quelle ? mmmhhh boh.

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