E’ sempre interessante osservare come molto spesso le stime – di qualunque entità si tratti – siano soggette a revisioni tanto ampie da sembrare quasi incredibili.
Un recente caso che volevo segnalare riguarda i tassi di default attesi nel comparto high yield bond e leveraged loan, secondo le previsioni di JP Morgan.

Se per il 2009 tassi di default a due cifre appaiono condivisi un po’ da tutti, il dibattito è oggi concentrato sul 2010 ed è proprio per il prossimo anno che JP Morgan ha radicalmente mutato la propria view nell’arco di pochi mesi.

 


I due grafici seguenti, infatti, mostrano che lo scorso marzo le attese erano per tassi di default intorno al 10%-12% anche per il 2010, mentre nell’aggiornamento di ottobre la stima si è drasticamente ridotta, a solo un 4%!

saupload_march_2_2009__jpmorgan_default_rate_forecast

Default forecast on March 2, 2009

 

saupload_october_1_2009__jpmorgan_default_rate_forecast

Default forecast on October 1, 2009

 

Che cosa ha fatto cambiare così idea agli analisti della casa statunitense?

E’ verosimile ritenere che abbiano preso atto del fatto che il mercato del credito sta gradualmente riaprendosi, in particolare sul lato delle emissioni obbligazionarie ed in misura più contenuta sul fronte dei prestiti. Ciò ha quindi consentito il rifinanziamento delle posizioni in scadenza, ma c’è di più.

Infatti, è evidente che vi è sempre un interesse comune tra chi fa credito e chi lo riceve, ovverosia che il debitore sia solvente, per quanto possibile, magari a costo di accordargli più tempo per superare le fasi di difficoltà (come quella attuale). Di fatti, si sta proprio assistendo ad un fenomeno che, data questa premessa, appare del tutto fisiologico e naturale: i creditori stanno sempre più accordando estensioni e deroghe/modifiche ai debitori, così da consentire loro di superare le difficoltà congiunturali.

Il grafico seguente evidenzia che negli ultimi mesi un totale di 38 miliardi dollari di prestiti istituzionali sono stati coinvolti nel processo di rinegoziazione ed estensione (c.d. “amend and extend”).

38-billion-of-loans-amend-and-extend

L’estensione delle scadenze spesso è concessa e ottenuta a fronte di una rivisitazione delle clausole contrattuali, ivi comprese quelle inerenti la remunerazione (quindi vi è spesso un aumento degli spread richiesti). Nondimeno, si tratta di un fenomeno importante, che verosimilmente consentirà a molte realtà di sormontare le difficoltà del 2009 ed affrontare al meglio gli anni successivi.

Non mi provo certo a prevedere se i default saranno più o meno del 4%, ma credo sia ragionevole pensare che il fenomeno “amend and extend” consentirà un deleveraging molto meno drammatico di quanto solo fino a pochi mesi fa si poteva temere.

VN:F [1.5.7_846]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)

Related posts:

  1. Previsioni e auguri 2010 L’ultimo post dell’anno 2009 voglio dedicarlo a presentare alcune...
  2. In tema di liquidità, prestiti e risparmio In questi giorni connotati da un cauto ritorno d’interesse...
  3. Nuove emissioni di Treasuries Dopo aver messo in circolazione ben 1,9 trilioni di...

Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.

Tags: , , , , , , ,

4 Responses to “Meno default del previsto (forse)”

  1. andrea scrive:

    caro AC
    non considerarmi un gufo impenitente, ma la domanda che mi viene spontanea è : saranno previsioni o speranze ?
    allungare i tempi dei debiti, normalmente ha dei costi.
    ci sono e sono stati considerati ?
    cosa è accaduto da far ritenere che aziende con l’acqua alla gola, ricominceranno a produrre e soprattutto a vendere ? e a chi ?
    sono consapevole che in questi casi, soprattutto nei trend negativi, le previsioni autoavverano se stesse, ma qui occorrono degli acquirenti, e soprattutto acquirenti col portafoglio pieno e non con il libretto delle cambiali. dove sono questi valorosi ?
    capisci che è troppo grosso il salto per non destare il sospetto che sia l’ultimo disperato tentativo di spillare gli ultimi risparmi agli incauti che volessero “investire”?

    VA:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  2. gipa69 scrive:

    Ciao AC, il problema secondo me che si pone e se queste attività ora salvate erano davvero da salvare oppure no, l’economia occidentale ha cercato attraverso la finanza di compensare le difficoltà che la concorrenza emergente gli imponeva ma ora sia nei mondo emergente sia nell’occidente il consolimdaneto e la selezione in più settori è necessaria. le aziende produttrici di auto in Cina sono ancora decine e decine…. se negli USA con 300 milioni di abitanti si vendevano nei tempi dei prestiti a tasso zero e nel’edonismo piu sfrenato sui 15 milioni di auto e tre operatori nazionali sembravano gia troppi in Cina con 4 volte tanto di abitanti si potrà arrivare a regime ad avere massimo 5 o 6 operatori nazionali ecc. ecc.

    VN:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  3. AC scrive:

    Andrea,
    non ti considero certo un gufo, semmai un acuto osservatore.
    Ed è fuor di dubbio che la situazione è ancora complessivamente critica e che, quindi, quel 4% indicato da JPM può apparire un po’ troppo ottimistico, ma resta il fatto che il fenomeno che ho descritto si sta verificando e, se non altro, sta facendo rifiatare molte imprese.
    ***
    gipa,
    come anzidetto il punto è che queste imprese stanno rifiatando, poi che sopravvivano o meno in quanto “meritevoli” di essere salvate, è tutta un’altra storia…

    VN:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
  4. Elopalalcorge-online scrive:

    imparato molto

    VA:F [1.5.7_846]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>