La contesa per il debito USAHo letto recentemente che il Giappone era tornato ad essere il primo detentore di Treasuries USA, sorpassando la Cina (questa, a sua volta, lo era diventata nel 2008). La notizia di per sé non mi aveva molto incuriosito, ma oggi è arrivata una “smentita” da parte della Cina, che ha rivisto i dati riferiti a [...]Ho letto recentemente che il Giappone era tornato ad essere il primo detentore di Treasuries USA, sorpassando la Cina (questa, a sua volta, lo era diventata nel 2008). La notizia di per sé non mi aveva molto incuriosito, ma oggi è arrivata una “smentita” da parte della Cina, che ha rivisto i dati riferiti a fine dicembre 2009, secondo cui sarebbe in possesso di titoli del Tesoro statunitensi per 894,8 miliardi di Dollari, ben più dei 755 miliardi stimati in precedenza (leggi). Oltre tutto tale saldo sarebbe in calo di 34,2 miliardi rispetto a fine novembre, essendo stata decisa tale riduzione a fronte del continuo indebolimento del Dollaro sui mercati valutari.
Il punto che volevo qui condividere è che comunque Cina e Giappone, così come gli altri creditori del debito pubblico USA, non sembrerebbero davvero indirizzati verso un serio ridimensionamento dello stock detenuto, anzi, quasi paiono fare a gara a primeggiare: musica per le orecchie del Tesoro a stelle e strisce, quindi, che – almeno per il momento – non riscontra segni di rigetto da parte degli investitori. Questo, unitamente ad un quadro macroeconomico non del tutto rassicurante ed alla vicinanza delle elezioni di mid term (entrambi eventi che prevengono eventuali iniziative di inasprimento fiscale e/o di tagli alle spese), fa pensare che negli USA non ci sia alcuna fretta di riportare l’ingente indebitamento pubblico entro confini di sicurezza. Si potrebbe pertanto concludere dicendo che fintantoché la malattia resta asintomatica, si preferisce non prendere medicine; ma la malattia comunque resta…
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7 Commenti
benchè l’accumulo di bons da parte delle due nazioni asiatiche, derivino dallo stesso scompenso (merci in cambio di carta), la situazione interna dei due è, se i dati in mio possesso sono corretti, estremamente differenti.
mentre i Cinesihanno una economia in crescita, alimentata dal tentativo di ampliare la fetta di popolazione che si affaccia ai consumi, quindi mercato interno presumibilmente in crescita, in Giappone abbiamo invece (visto che metà del debito pubblico è stato finanziato con i fondi per le pensioni) un insorgente problema di liquidità. con cosa pagheranno le pensioni ai prossimi anziani ? con bond giapponesi o bond americani ? come convertiranno i bond in liquidità in yen?
sono d’accordo con te
il post voleva focalizzare l’attenzione sul fatto che il Tesoro USA, finché avrà compratori di TBond alla porta, non si preoccuperà tanto dello stock di debito pubblico da rifinanziare
e chiedendo scusa per l’ennesima volta, per questo nuovo OT, non riesco a trattenermi dal porti la domanda:
siamo di nuovo sui CDS , ma questa volta da un altro “lato”.
abbiamo visto e compreso ormai come i CDS nudi, ovvero quelli che non hanno la proprietà del titolo sottostante, siano un incentivo a far verificare l’evento assicurato.
tanto per ripetere il paragone dell’assicurazione contro l’incendio, per me, poter assicurare casa TUA diventa per me un incentivo a dargli fuoco.
tu ti prendi il danno, io riscuoto il premio.
ma guardiamo la cosa dal lato dell’assicuratore.
ma che interesse ha l’assicuratore a stipulare un contratto che si basa su una probabilità statistica, ma che esso stesso incentiva a far avvenire il fatto, modificando in modo per lui sfavorevole, la statistica stessa ? non ti sembra un darsi la zappa sui piedi ? e visto che i CDS sono contratti “privati” sembrano fatti apposta per far perdere proprio coloro che tali contratti accettano di stipulare.
mi sembra che ci sia qualcosa che non torna, non trovi ?
…. avrebbe senso ( e qui pensar male, ecc….)solo nel caso che ci sia già un accordo tra assicuratore e assicurato, per non portare all’estremo le conseguenze del contratto, cioè NON far avvenire il fatto, ma cercare solo ed esclusivamente l’effetto annuncio, o paura del fatto stesso, cosa che permetterebbe di speculare sul valore del CDS.
ma un accordo del genere non sarebbe una truffa a cielo aperto nei confronti di tutti ? chi potrebbe o dovrebbe perseguire simili possibilità ?
…. o peggio ancora, e qui siamo proprio all’associazione a delinquere. esempio.
default che POTREBBE accadere. io che ho elevate possibilità di agire in modo che esso accada. mi accordo con l’assicuratore e compero un bel po di cds. annuncio la possibilità del default e del fatto che a me convenga pure…. la massa dei possessori dei titoli corrono ad assicurarsi e l’assicuratore vende una barcata di contratti a caro prezzo. io vendo i miei a caro prezzo e ci guadagnola differenza. poi getto acqua sul fuoco, il default NON avviene, io ci ho guadagnato, l’assicuratore ci ha guadagnato, i polli che si son fatti prendere dal panico, ci hanno rimesso.
fine della storia.
mi sa , a questo punto, che lehman e aig siano solo uno di questi “schemi” andati fuori controllo, ed avvenuti contro le aspettative di chi l’aveva avviato e gestito.
Dalle colonne del Times qualche giorno fa lo stimato Wolfgang Münchau ha lanciato i suoi strali nei confronti dei Naked CDS.
Anche Soros ha suggerito come ci sia una sorta di incentivo per i fondi Hedge a comprare protezione in maniera speculativa sui CDS.
Francamente, pur se quasi certamente qualcuno avrà approfittato del mercato dei CDS per fare delle speculazioni (come avviene in tutti i mercati, peraltro…) mi viene da pensare che la mera demonizzazione di questo strumento sia semplicemente frutto di un sostanziale misunderstanding nel suo utilizzo che per molti è e resta quello di ottenere copertura dal rischio di credito.
Se, all’estremo, si arrivasse ad un divieto totale di utilizzo dei CDS il trading sul Fixed Income tornerebbe indietro di 20 anni, ed i trader cercherebbero comunque alternative rispetto alle esposizioni plain, forse anche più rischiose dei CDS, come ad es. i famosi crediti strutturati.
Probabilmente la via migliore è quella di indirizzare il trading dei CDS standard sui mercati regolamentati (similmente a quello che accade nei futures) o quanto meno collateralizzati (pratica che peraltro è già in corso): si eviterebbero le maxi esposizioni dei market maker e gli operatori resterebbero liberi di prendere le proprie esposizioni.
io penso che un “assicuratore” (ente che offre protezione) non dovrebbe aver alcun interesse ad assicurare dei titoli senza che vi sia la proprietà.
è questo, il fatto anomalo, rispetto ad ogni tipo di assicurazione finora conosciuto.
e questo per il semplice motivo che l’assicurato, non deve aver alcun incentivo ad operare, direttamente o indirettamente, affinchè l’evento negativo si verifichi.
è una concordanza di interessi.
tutto ciò, ovviamente, a meno che vi sia un accordo sottobanco tra assicuratore ed assicurato, per speculare su un “panico” pilotato, che porterebbe ad un guadagno per entrambi solo se l’evento , minacciato e ritenuto possibile, poi non si verificasse.
anche senza alcuna regolamentazione, dovrebbe essere l’assicuratore (a meno appunto di un accordo truffaldino come quello illustrato) a non avere alcun interesse ad emettere contratti a chi non avesse i titoli sottostanti.