Diversi articoli in questi primi giorni dell’anno mi hanno incuriosito, in quanto attinenti ad un fenomeno che non credevo avesse già raggiunto livelli di guardia.
Si tratta della crescita spropositata dei prezzi degli immobili in Cina che, secondo il Governo di Beijing, starebbero raggiungendo quotazioni esorbitanti, soprattutto in alcune città-chiave del Paese.
Questo fenomeno potrebbe essere riconducibile, almeno in parte, a flussi d’investimento, anche speculativi, provenienti dall’estero, secondo quanto riferito dal General Office of the State Council. Ma non manca una forte pressione sui prezzi anche dall’interno, anche grazie alla facilità di accesso al credito.
Al punto che lo stesso organismo governativo cinese proprio domenica scorsa ha impartito precise direttive ai dipartimenti e agli enti locali per cercare di rallentare il rapido aumento dei prezzi degli immobili e promuovere, invece, uno sviluppo più equilibrato e controllato del mercato.
Pare comunque evidente che le autorità cinesi temano il formarsi di una bolla immobiliare che, tuttavia, esse stesse potrebbero aver contribuito a creare con gli interventi anti-crisi effettuati nel 2009.
Non sembra una storia già vista altrove, o no? Forse, però, questa volta si potrà trarre beneficio dall’esperienza storica e quindi, agire per tempo.
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