In questi giorni connotati da un cauto ritorno d’interesse degli investitori nei confronti delle Borse, suscitato in larga parte dal rinnovato e deciso interventismo dell’Amministrazione Obama, a me viene nuovamente la voglia di parlarvi di liquidità, di prestiti, di risparmio.

Sono tematiche che, a mio avviso, restano fondamentali, anche per il fatto di essere in grado di contribuire a determinare la potenzialità del rimbalzo azionario in atto, che poi, comunque, dovrà fare pur sempre i conti con le news negative sul fronte macroeconomico e/o societario previste nel corso dei mesi che verranno.

Come vi ho già raccontato, nel sistema vi è un’enorme massa di liquidità parcheggiata in attesa di tempi migliori.

A sostegno di questa conclusione vi porto quest’altro nuovo grafico, al solito focalizzato sugli Stati Uniti (ma credo non sarebbe molto diverso per le altre principali aree geografiche di riferimento).

cash-in-the-balance-sheet-of-us-banks.gif

Sicuramente l’eccesso di liquidità comporta rischi inflazionistici, ma d’altra parte, rappresenta anche un potenziale serbatoio di alimentazione per sostenere una ripresa, o quanto meno, un consolidamento dei mercati finanziari, in particolare del mistrattato equity.

D’altronde, il circuito del credito, dove potrebbe confluire, almeno in parte, tale liquidità, resta ancora sostanzialmente bloccato: nè imprese, nè famiglie lo stanno alimentando con richieste di prestiti, come evidenzia il grafico sotto.

demand-for-loans-usa.gif

Il contributo grafico successivo, invece, mostra un altro fenomeno parallelo, che, dal mio punto di vista, è estremamente positivo al fine di ristabilire un giusto equilibrio nei fondamentali macroeconomici del sistema statunitense.

Non solo non vengono richiesti capitali a prestito, ma si sta alimentando il circuito virtuoso del risparmio, con un’incidenza che non si riscontrava ormai da un decennio a questa parte.

us-personal-saving-rate.gif

Insomma, non è il caso di diventare improvvisamente e del tutto ottimismi sulle prospettive di economia e mercati, ma mi sembra quanto meno lecita l’aspettativa di non ripetere nei prossimi mesi l’esperienza passata dell’annus horribilis 2008.

Stay tuned.

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7 Responses to “In tema di liquidità, prestiti e risparmio”

  1. andrea scrive:

    mentre i grafici sul risparmio e quello sulla liquidità disponibile nelle banche sono chiari, meno chiaro è quello sulla domanda di prestiti.
    cosa si intende per 0 ? e la gradazione di + o – 10, 20, ecc…?
    si può solo arguire che la domanda è in calo , ma rispetto a cosa e a quale livello ?

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  2. andrea scrive:

    che comunque aumenti il risparmio e diminuiscano le richieste di credito, è decisamente positivoper riportare il livello di consumi su una compartecipazione almeno paritaria di risparmio/finanziamento.
    questo sicuramente disinnesca la possibilità di ripiombare negli eccessi appena passati, finiti nell’insolvenza e tutto cio che ne è seguito, ma non è chiaro come possa far ripartire consumi, quindi produzioni, quindi lavoro.
    un consumo più equilibrato rispetto ai redditi, è sicuramente buona cosa, ma allora bisogna anche prevederne un calo rispetto al recente passato, quindi anche ad un calo dell’occupazione in quanto non pare ci siano mercati aperti e vogliosi di acquisire le produzioni in eccesso.
    pertanto, bene che soprattutto gli USA riprendano a risparmiare, che adattino i consumi ai loro redditi, ma questo significa anche non interrompere la spirale recessiva.
    se sommiamo il fatto che arriverà presto anche il conto dei salvataggi da pagare, mi pare che parlare di “bel tempo” sia proprio fuori luogo.

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  3. andrea scrive:

    notizie di oggi:
    la cina propone di adottare una “moneta mondiale” sulla falsa riga dei diritti speciali di prelievo, fatti da un paniere delle principali monete.
    i dubbi sulla stabilità del dollaro sempre più in balia di investitori esteri per l’acquisto della quantità esorbitante di TBonds in arrivo, spingono le autorità cinesi a cercare di liberarsi dal vincolo verso il dollaro.
    per la prima volta da tempi immemorabili, il tesoro britannico non è riuscito a piazzare tutta l’emissione di titoli.
    segno evidente che il rating sulla sterlina (dal quale dipende il tasso di interesse su tali titoli) non è ritenuto affidabile, almeno da parte dei potenziali acquirenti, e quindi il tesoro dovrà aumentare gli interessi offerti per poter piazzare le prossime emissioni.
    Brown boccia, ovviamente, la richiesta cinese, perchè se dovesse soffrire il dollaro, la sterlina ne seguirebbe immediatamente le sorti.
    potrebbe quindi essere che il ballo delle monete stia per cominciare….
    sarà per il g20 o dopo, ma probabilmente non troppo dopo.

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  4. AC scrive:

    Dunque andando per ordine:

    1 – il grafico sui prestiti è normalizzato (ed è per questo oscilla sopra o sotto lo 0) proprio per evidenziare al meglio la tendenza delle nuove domande di prestiti, da famiglie o imprese: al di là del numero, dunque, quello che conta è che evidenzia chiaramente il fenomeno, non credi?

    2 – verso un maggior equilibrio nel circuito ricchezza / consumi / risparmi / investimenti: questo il messaggio di fondo; non ho affatto parlato di “bel tempo” in arrivo, ma ho solo auspicato un 2009 molto meno tribolato del 2008, il che mi sembra quanto meno plausibile.

    3 – il tema della moneta mondiale non è nuovo, ogni tanto ritorna, magari sotto mentite spoglie o – come in questo caso – da proponenti imprevisti: non credo ci arriveremo per iniziativa della Cina o di qualche altro Paese più o meno importante, ci vuole un consenso internazionale molto difficile da realizzarsi; dunque, monete ancora ballerine… come sempre, direi!

    Saluti

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  5. andrea scrive:

    grazie Ac sempre gentile e accurato anche se mi sono espresso un po rudemente.
    mi spiace ma ero molto arrabbiato, non con te ovviamente, e rileggendomi mi sono trovato estremamente sgradevole.
    vorrei solo verificare che quanto ricordo sia quanto applicato.
    in un grafico normalizzato lo 0 viene posto sulla media delle grandezze mentre lo spostamento dallo 0 è espresso in percentuale.
    quindi +10 significa 10 % oltre la media.
    corretto ?

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  6. AC scrive:

    corretto.

    p.s.
    non sono mica offeso, figurati
    ;)

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  7. Argema scrive:

    :)

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