Secondo una recente ricerca sul settore bancario europeo il deterioramento dei crediti verso la clientela continua a rappresentare un tema critico per gli istituti bancari italiani più di quanto non lo sia per quelli europei.

L’analisi condotta da Bureau van Dijk Electronic Publishing ha riguardato gli istituti di credito europei di maggiori dimensioni che hanno presentato i risultati finanziari per il secondo trimestre del 2009.

 

Il trend di crescita delle esposizioni nette deteriorate (sofferenze e incagli più esposizioni ristrutturate ed esposizioni scadute) nel corso della prima metà del 2009 si è interrotto, in media, per gli istituti dell’Eurozona, mentre è proseguito per le banche italiane.

A ciò deve anche aggiungersi un’altra tendenza media riscontrata nei primi sei mesi dell’anno: per gli istituti del campione italiano è diminuita l’esposizione totale, il che non è avvenuto per gli istituti europei. Ne è conseguito un peggioramento del rapporto tra crediti deteriorati ed esposizione complessiva.

Nell’Eurozona tale rapporto ha smesso di crescere a fine 2008, quando aveva raggiunto il 2,6%, per poi scendere al 2,4% di fine giugno 2009. Per gli istituti del campione italiano analizzato, invece, tale valore è molto più elevato ed oltretutto risulta ancora in crescita a metà 2009. Il rapporto è passato dal 5,7% di fine 2008 al 6,7% (cfr. tabella e grafico seguente).

 

banche

 

Dal Conto Economico a fine giugno 2009 emergono anche le evidenze di un’altra tendenza che sta consentendo agli istituti bancari, in questo caso sia italiani che continentali, di mitigare le difficoltà della tradizionale attività bancaria: la forte ripresa degli utili da trading.

Dopo i numeri negativi che avevano contraddistinto tale voce nel 2008, l’attività di trading ha ricominciato a generare profitti nel corso del 2009 ed ancor più nel secondo trimestre dell’anno, grazie al generalizzato miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari.

 

Cosa implica tutto ciò? a mio parere che, malgrado le profusioni di ottimismo, la vulnerabilità degli istituti di credito europei, e di quelli italiani in particolare, resta ancora elevata, sia rispetto ad un ulteriore peggioramento della qualità del portafoglio crediti, sia rispetto ad un’accentuazione della volatilità nei mercati finanziari, entrambe ipotesi tutt’altro che remote!

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One Response to “Crediti problematici delle banche”

  1. andrea scrive:

    beh… direi che noi italiani corriamo a fare gli “affari” all’estero che gli altri reputano meno convenienti, e magari snobbano….
    a conti fatti non sembra proprio il meglio auspicabile!

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