Il titolo sembra quasi paradossale, ma pare proprio che sia così: l’ammontare delle riserve detenute dal sistema bancario statunitense supera il minimo obbligatoriamente richiesto dalla Federal Reserve di ben un trilione di Dollari (per capire meglio: 1.000 miliardi o, se preferite, un “uno” seguito da una sfilza di 12 zero!).

Prima che la crisi si intensificasse, nel settembre del 2008, le riserve in eccesso si dimensionavano in un paio di miliardi di Dollari.

 

La situazione sta sollevando molti dubbi e preoccupazioni, sia per il potenziale inflazionistico di tutta questa liquidità latente, sia, e soprattutto, perché denota la perdurante bassa propensione delle banche a concedere prestiti.

Sul primo aspetto, infatti, le banche potrebbero cominciare prima o poi ad attivare questi fondi per concedere nuovi prestiti, per sostenere il tessuto economico  e per stimolare la domanda finale, e l’economia in generale, provocando, però, un ritorno delle pressioni inflazionistiche.

D’altro canto, finché permane questo eccesso  di riserve (causato dalla stessa politica della Fed), non si può non pensare che i banchieri siano ancora molto nervosi e poco propensi a fare nuovi prestiti, preferendo attendere e mantenere inutilizzata l’abbondante liquidità disponibile, peraltro remunerata a tassi pressoché nulli.

 

Le banche USA, quindi, scelgono di sospendere o di limitare la concessione del credito, anziché rischiare di prestare male: ciò rappresenta – unitamente alla perdurante recessione occupazionale – uno dei principali freni alla ripresa del ciclo economico.

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7 Responses to “Banche USA troppo liquide”

  1. [...] perdurante recessione occupazionale – uno dei principali freni alla ripresa del ciclo economico. fonte Pubblicato in Banche, [...]

  2. andrea scrive:

    ….. oppure sono ancora talmente piene di porcheria valutata “mark to fantasy”, che preferiscono tenersi anche qualche valore sicuro, anche a costo di rimetterci un po.
    il tempo ci dirà se questa è l’ipotesi corretta.

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  3. [...] BANCHE USA troppa liquidità By previsionistampa L’ammontare delle riserve detenute dal sistema bancario statunitense supera il minimo obbligatoriamente richiesto dalla Federal Reserve di ben un trilione di Dollari. Prima che la crisi si intensificasse, nel settembre del 2008, le riserve in eccesso si dimensionavano in un paio di miliardi di Dollari- La situazione sta sollevando molti dubbi e preoccupazioni, sia per il potenziale inflazionistico di tutta questa liquidità latente, sia, e soprattutto, perché denota laperdurante bassa propensione delle banche a concedere prestitiLe banche USA, quindi, scelgono di sospendere o di limitare la concessione del credito, anziché rischiare di prestare male: ciò rappresenta – unitamente alla perdurante recessione occupazionale – uno dei principali freni alla ripresa del ciclo economicohttp://ac-finanza.investireoggi.it/banche-usa-troppo-liquide-815.html [...]

  4. AC scrive:

    Andrea,
    parte del mark-to-fantasy è stato già oggetto di write-off, soprattutto nei bilanci delle banche USA più che in quelli delle banche europee, ma molto resta ancora da fare, come tu ipotizzi, a mio avviso correttamente (ricordi questo post?
    http://ac-finanza.investireogg.....i-701.html )

    Tutto ciò, però, ha a che fare più con la redditività delle banche che con il loro grado di liquidità o con la loro propensione alla concessione dei prestiti: finché il primo resta alto e la seconda bassa, la ripresa dell’economia resterà fragile.

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  5. andrea scrive:

    grazie AC, ma mi sorge un dubbio circa la provenienza di una mia convinzione.
    a cosa so io, e non riesco più a ricordare la fonte, il tetto agli impieghi di una banca è ricavato tramite un algoritmo in cui preponderanti sono due parametri (oltre moplte altri di secondari aimportanza):
    capitale di garanzia
    raccolta del risparmio (includendo in esso conti correnti, libretti di risparmio, ecc… ovvero tutto quanto è depositato in banca dalla clientela).
    se questo è vero ( e qui mi nasce il dubbio) è ovvio ch eun capitale di garanzia formato da asset di dubbio valore, in effetti non garantisce gran che, ma soprattutto limita il tetto agli impieghi.
    in questo senso era la mia osservazione.
    grazie in anticipo.

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  6. AC scrive:

    Scusami, Andrea, ma non ho capito bene quello che hai scritto.

    Una banca ha un “tetto agli impieghi” fisiologico rappresentato dalle fonti di finanziamento disponibili, ovvero la raccolta diretta e indiretta, oltre al capitale di rischio; per quest’ultimo, peraltro, è previsto un livello minimo regolamentare: in Italia, ad es., a fronte di 100 di impieghi il requisito patrimoniale minimo obbligatorio è pari, di norma, a 8.

    Mi fermo qui, anche perché non so se sono questi gli elementi cui ti riferivi, che, comunque, non riguardano direttamente la problematica posta nel mio intervento, ovverosia quella della scarsa propensione agli impieghi tipici dell’intermediazione creditizia, ovvero concedere prestiti agli operatori economici (mentre oggi si preferisce depositare la liquidità presso la Banca Centrale).

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  7. andrea scrive:

    grazie hai confermato quanto avevo espresso molto male, e cioè che il tetto esiste, e deriva essenzialmente dalla raccolta e dal capitale di garanzia (requisito patrimoniale).
    le piccolezze cui facevo riferimento erano relative alla valutazione di tale requisito patrimoniale.
    comunque grazie.

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